Se l’efficienza energetica chiama, la Gomma plastica risponde. Dopo il decreto legislativo 102 del 2014, in attuazione della direttiva Ue sull’efficienza energetica, che ha previsto l’obbligo per le grandi imprese e per quelle energivore di eseguire la diagnosi energetica nei propri siti produttivi, l’Enea è stata incaricata di svolgere la funzione di controllo e di verifica per conto del ministero.

Le diagnosi raccolte a maggio di quest’anno sono state oltre 17mila e questo mostra la forte sensibilità delle imprese italiane, come hanno rilevato Marcello Salvio e Luigi Casorelli, i due ricercatori dell’Enea che hanno presentato all’assemblea della Federazione Gomma plastica lo studio settoriale.

Lo studio dell’Enea ha permesso di analizzare i consumi energetici nel massimo dettaglio, sviluppando una metodologia per definire gli indici di prestazioni energetiche a livello di singolo stabilimento e per ogni settore, fornendo dei valori dettagliati sui consumi energetici dei processi produttivo.

I dati sono incoraggianti. «In alcuni dei processi produttivi esaminati – spiega Quagliuolo – quali ad esempio l’estrusione dei film in bolla e cast, emerge un progressivo miglioramento delle prestaioni energetiche all’aumentare dei volumi lavorati».

Tra l’altro lo studio ha evidenziato anche che «il riciclo parrebbe relativamente efficiente anche dal punto di vista energetico oltre che da quello del risparmio di materia, realizzando così in concreto i principi dell’economia circolare», continua Quagliuolo. Nella lavorazione della gomma, in particolare, le analisi sulla fase di post-vulcanizzazione hanno evidenziato una soglia, intorno alle 500 tonnellate, oltre la quale la prestazione delle aziende cambia in modo sostanziale.

Sorgente: Il Sole 24 ORE