Il tema è stato al centro del convegno “L’architettura e il futuro di Milano”, ospitato in Triennale in occasione dell’ArchWeek meneghina. A conversare con Sala sul futuro della città, c’erano anche il Rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, e il direttore artistico della Milano ArchWeek, Stefano Boeri.

UNA CASA PER TUTTI 

«Nei prossimi quattro anni Milano avrà almeno 90 mila abitanti in più», ha ricordato Sala. Per questo non si può che partire dalle questioni che riguardano lo sviluppo socio-demografico della città. «Saranno soprattutto giovani, con una capacità di spesa ancora ridotta, a cui dovremo garantire alloggi a un prezzo sostenibile. Un servizio che Milano non è ancora in grado di offrire». Ma non è solo agli studenti fuori sede che il sindaco pensa: c’è tutto il tema dell’edilizia popolare, infatti, su cui «per venti anni non si è fatto nulla e su cui intervenire ora è obbligatorio». Al momento sul territorio ci sono 70 mila appartamenti popolari – 30mila gestiti dal Comune e 40mila dalla Regione – in attesa di interventi di riqualificazione più u meno importanti.

PERIFERIE VIVIBILI CON “FARE MILANO” 

Nel dicembre 2016 il Comune ha presentato il piano “Fare Milano”, che prevede la riqualificazione di cinque zone della città: Gallaratese, Niguarda-Bovisa, Adriano, Giambellino e Corvetto-Chiaravalle. Per queste zone sono stati stanziati circa 350 milioni di euro, che serviranno per vari interventi, dal recupero edilizio e sociale alla costruzione di scuole e luoghi di aggregazione, dalla valorizzazione del verde al potenziamento della mobilità. E tanto altro. «Ma è un lavoro a lungo termine – ha sottolineato Sala – e le esigenze di chi vive in quelle zone sono immediate», per cui è necessario, nel frattempo, prevedere microazioni anche per prevenire situazioni di disagio (degrado, droga, povertà…).

FARINI E ROMANA I PRIMI SCALI FERROVIARI DA RIQUALIFICARE 

Lambrate, Greco-Breda, Farini, San Cristoforo, Porta Genova, Romana e Rogoredo: sono sette grandi spazi usati in passato per la gestione del traffico merci su rotaia e oggi abbandonati (usati marginalmente solo per il transito di treni passeggeri). Qualche giorno fa Palazzo Marino ha approvato il documento di indirizzo sulla riconversione degli ex scali ferroviari di Milano che prevede, ha ricordato Sala, «che due terzi siano destinati al verde, che il 30% del totale della slp generata negli scali sia riservato a residenze di edilizia convenzionata, e che si crei un sistema ecologico di collegamento tra i nuovi parchi negli scali e il verde nei paraggi (riconvertendo alcuni fasci ferroviari esistenti, secondo il modello “Rotarie verdi”, ndr)». Sala ha annunciato oggi che la riqualificazione partirà da Farini e Romana «perché come dimensioni rappresentano il 70% dello spazio totale e come mobilità sono i due più significativi».

MENO AUTO, PIU’ SHARING 

Ogni giorno a Milano entrano circa 600mila automobili, anche se oggi «in metropolitana riesci ad andare fuori Milano, da Monza a Corsico – ha ricordato il sindaco -. Vorremmo che ci fossero sempre meno macchine in città, ma non sono cose che si possono ottenere con un decreto. Stiamo cercando di dare la possibilità a sempre più persone di usare mezzi pubblici, servizi di car e bike sharing e altri mezzi che non inquinino». In particolare, a breve il Comune pubblicherà un avviso pubblico per operatori privati che vogliano avviare un nuovo servizio di bike sharing, questa volta “free floating”: vuol dire che l’utente non avrà più l’obbligo di prelevare e lasciare la bici in punti fissi. Tutto funzionerà da smartphone: trovi la bici, prenoti, sblocchi e pedali.

Sorgente: Milano “smart city” del futuro. Se ne parla all’ArchWeek in Triennale – La Stampa