Si è chiusa ieri la consultazione della Strategia energetica nazionale (SEN). Attraverso la consultazione, i ministeri hanno voluto ascoltare associazioni, imprese, cittadini.

Chiuse le porte ai consigli degli italiani, ora i due ministeri faranno una sintesi dei pareri per arrivare a un documento definitivo. Ecco alcuni dei commenti.

L’industria del petrolio

Secondo l’Unione petrolifera, per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 e per migliorare la qualità dell’aria è importante intervenire sulla mobilità senza però colpire i consumatori. In altre parole, avvertono le compagnie petrolifere, è illusorio pensare di rinunciare a benzina e gasolio senza che i consumatori ne subiscano un sovraccosto.

Le imprese del gas

Secondo l’associazione di settore Anigas, il metano è la «strada maestra da percorrere per raggiungere la decarbonizzazione entro il 2030», per esempio creando un “hub” energetico integrato tra gas ed energie rinnovabili. E tra le rinnovabili, le tecnologie privilegiate sono soprattutto biogas e biometano, che è gas non fossile estratto dai giacimenti ma rinnovabile sviluppato per fermentazione di materia organica.

La catena del freddo

Sull’efficienza energetica punta l’industria della climatizzazione. La Sen va ritoccata là dove «non prevede uno scenario di lungo periodo al 2050, elemento necessario per programmare investimenti a lungo termine». Bisognerà parlare con Bruxelles per «estendere la quota delle rinnovabili nel settore del raffrescamento» ma anche sarà indispensabile migliorare gli «strumenti di incentivazione tariffaria delle pompe di calore».

Gli ecologisti

La Sen contiene «un notevole passo indietro rispetto al documento del 2013» poiché, per gli Amici della Terra, «viene persino eliminata la priorità da attribuire all’efficienza energetica», che fa invece messa tra le priorità. Secondo l’associazione Italia Solare la Sen deve «puntare in modo più deciso alla crescita delle rinnovabili, fotovoltaico in primis: si suggerisce di aumentare il target delle rinnovabili sul fabbisogno energetico dal 27% al 35%. Ciò significa innalzare il contributo delle rinnovabili elettriche dal 48-50% al 55-60%».

L’economia circolare

Il dibattito non si ferma all’energia. I due ministero chiuderanno fra una settimana la consultazione di un altro documento strategico, quello «Verso un modello di economia circolare per l’Italia» secondo gli impegni dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, del G7 e dell’Unione Europea.

Sorgente: Il Sole 24 ORE