Una nuova rivoluzione dell’energia verde a costo zero e perfino con un effetto volano sull’economia e sull’innovazione?

In vista della nuova strategia energetica nazionale promessa dal governo, gli analisti di Althesys, hanno preparato un breviario in otto mosse, che garantirebbero all’Italia benefici abbondantemente superiori ai 3 miliardi di euro l’anno.

La soluzione è in un nuovo sistema attraverso l’uso estensivo di “contratti per differenza” per non aggravare ulteriormente le bollette degli italiani.

Incentivi saranno mirati a favore dei sistemi intelligenti per governare l’energia distribuita dei progetti per le Smart Grid e le Smart City, dei contatori intelligenti 2.0 e dei sistemi di accumulo dell’energia rinnovabile.

In particolare:

  1. Serve innanzitutto un impulso all’efficienza energetica. La Ue ci impone di incrementare ulteriormente l’efficienza del 30% al 2030.
  2. Server rinnovare gli impianti eolici e idroelettrici. Questi possono consentire di recuperare circa 15 terawattora di energia al 2030 rispetto allo scenario tendenziale «con costi decisamente contenuti»: 37 milioni di euro l’anno. Lo strumento finanziario previsto? Quello, appunto, di «contratti per differenza» che coprano l’eventuale scostamento in negativo tra il prezzo di mercato dell’energia e la tariffa aggiudicata, affiancati da drastiche semplificazioni normative.
  3. Servono le bioenergie. I vecchi incentivi si stanno esaurendo e per evitare il decadimento si suggerisce introdurre anche qui contratti per differenza della durata di 10 anni da calibrare sui costi delle tecnologie.
  4. Servono i grandi impianti di nuova installazione allestiti dagli operatori commerciali. Anche in questo caso lo strumento principale potrebbe essere quello dei contratti per differenza assegnati dal 2020 con aste fino a 6,4 GW per l’eolico e 8,7 GW per il fotovoltaico.
  5. Potenziare il ruolo del fotovoltaico di taglia minore, compreso il residenziale, decisivo per concretizzare davvero quello scenario della generazione distribuita a cui gli analisti attribuiscono un ruolo chiave nell’innovazione dei sistemi energetici. Althesys suggerisce di puntare ad un incremento fino a 4,7 GW di capacità favorendo, anche con strumenti fiscali, non solo il residenziale ma anche l’autoconsumo nell’industria e lo sviluppo dei sistemi efficienti di utenza (i SEU, ovvero le reti private).
  6. Non sottovalutare la sinergia tra rinnovabili e termoelettrico. Al 2030 dovremo allestire un mix capace di garantire al tempo stesso la copertura del fabbisogno sempre e comunque riducendo al minimo l’import.
  7. Potenziare le smart energy. Le reti intelligenti, con contatori di nuova generazione, e lo sviluppo degli accumuli.
  8. Potenziare le interconnessioni con l’estero promuovendo insieme all’Europa l’uniformità delle regole e dei meccanismi di scambio.

«Con le misure proposte – afferma Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys – si potrebbe ottenere una produzione di rinnovabili al 45%. Con un risparmio di combustibili importati per circa 1,8 miliardi di euro l’anno contro oneri medi annui per incentivazione di circa 300 milioni. Insomma un beneficio netto di 1,5 miliardi l’anno solo per questo aspetto. L’efficienza energetica del 33% garantirebbe poi un risparmio di circa 1,6 miliardi di euro. Che diventa circa il doppio se si considera il costo in bolletta per i consumatori».

Sorgente: Il Sole 24 ORE