Il “progetto Italia” prevede 230 milioni di investimenti per arrivare a installare fino a 220 megawatt (MW) di nuova capacità da fonti rinnovabili entro il 2022.

La fase 1 del programma porterà alla creazione di 85 megawatt distribuiti tra 5 siti (Assemini, Porto Torres, Priolo, Monte Sant’Angelo e Augusta), in Sardegna, Puglia e Sicilia. Il secondo step, poi, consentirà di avviare altri 10 progetti per complessivi 135 megawatt, che copriranno altre regioni (Liguria, Calabria e Basilicata).

E, secondo la tabella di marcia predisposta dal gruppo, i primi, come detto, dovrebbero partire tra la fine del 2017 e gli inizi del prossimo anno e, a seguire, quelli della fase 2.

Che, sotto il profilo tecnologico, prevede soprattutto il ricorso al fotovoltaico, affiancato però anche da eolico, biomasse e solare a concentrazione (per il sito di Assemini, per esempio, 5,4 megawatt saranno assicurati da quest’ultimo tassello oltre ai 26 megawatt da impianti fotovoltaici).

Eni, dunque, vuole spingere su questo fronte e tale mossa va vista alla luce della volontà del gruppo, ribadita anche ieri nel corso del forum dal ceo, di procedere lungo la strada dell’integrazione tra business tradizionale e produzione di energia da fonti “verdi”. Una svolta intrapresa da tempo e culminata, a novembre 2015, nella creazione di una direzione ad hoc, Energy solutions, alle dirette dipendenze dell’ad, che ha lanciato analoghi progetti anche all’estero potendo contare su oltre 550 milioni di euro di investimenti per il capitolo rinnovabili, messi nero su bianco nel piano strategico 2017-2020.

Sorgente: Energia verde, maxi piano di Eni da 230 milioni – Il Sole 24 ORE