+8 nel 2016 per gli investimenti in efficienza energetica, con il residenziale che guida la classifica. Pompe di calore, illuminazione e superfici opache le soluzioni più adottate. Il mercato delle ESCo ancora troppo frammentato.

Efficienza energetica in Italia

Il totale complessivo degli investimenti in efficienza energetica realizzato in Italia nel 2016 è stato pari a circa 6,13 miliardi di €. È interessante sottolineare come il trend degli ultimi 5 anni si sia mantenuto positivo, facendo registrare un CAGR del 12,5% e con una crescita che, dopo il “boom” del 2014 soprattutto dovuto al forte incremento degli investimenti nel comparto industriale, si è sostanzialmente stabilizzata su buoni livelli (+8% nel 2016 rispetto al 2015).

Il segmento residenziale continua a guidare la classifica degli investimenti (con ben il 53% del totale), seguito dal comparto industriale (nel complesso circa 2 miliardi di €, poco meno del 33%) e buon ultimo dal terziario (che comprende ad esempio la GDO, alberghi e tutti gli edifici ad uso uffici), che cuba per il 14% del totale degli investimenti.

Le soluzioni di efficienza energetica maggiormente adottate nel 2016 sono state le pompe di calore, l’illuminazione e le superfici opache, che da sole hanno «cubato» oltre il 50% degli investimenti complessivi del comparto. Gli investimenti in pompe di calore sono ammontati complessivamente a 1,17 mld €, mentre l’illuminazione e le superfici opache hanno fatto registrare investimenti pressoché identici pari a circa 1 mld €.

La quasi totalità degli investimenti in queste tecnologie (oltre il 90% degli investimenti in pompe di calore, circa l’80% di quelli in superfici opache e poco più del 50% di quelli in illuminazione) è data da soluzioni installate in ambito residenziale. Le soluzioni di efficienza energetica maggiormente adottate nel comparto industriale sono state invece gli impianti di cogenerazione ed i sistemi di combustione efficienti, che nel 2016 hanno cubato rispettivamente 586 mln € e 482 mln €.

Se si aggiungono a queste 5 tecnologie già citate le caldaie a condensazione e le chiusure vetrate (che nel 2016 hanno fatto registrare investimenti rispettivamente per 315 mln € e 280 mln €) si arriva a coprire l’80% degli investimenti complessivi del comparto. Rispetto agli anni passati la crescita del comparto italiano dell’efficienza energetica si sta consolidando e ed è lecito quindi aspettarsi che il mercato stia ormai raggiungendo una fase di maturità, che potrebbe arrivare entro il prossimo quinquennio, attestandosi su un volume d’affari annuo di 8-10 mld €.

Il potenziale di mercato «atteso» nel periodo 2017-2020 per gli investimenti in efficienza energetica si attesta tra i 29,8 e i 34,4 mld €, con un volume d’affari medio annuo compreso tra i 7,5 e gli 8,6 mld €.

Il ruolo delle ESCo e la relazione con le Utility

Si è confermata nel 2016 una tendenza, anche nel comparto industriale e dei servizi, all’aumento della propensione al risparmio energetico, appare dunque assai utile comprendere il ruolo che le ESCo(Energy Service Companies) hanno giocato nel nostro Paese.

Nel corso del 2016 le ESCo certificate sono aumentate di quasi il 90%, passando dalle 144 società certificate al 31 dicembre 2015 alle 272 del 31 dicembre 2016. Inoltre di queste 272 ESCo, ben 45 sono nate dopo il 2012. Se si considera quindi la “natalità” di queste ESCo certificate, si può registrare un +20% di crescita del loro numero nell’ultimo quinquennio.

Grazie all’aumento di ESCo presenti sul mercato, i dipendenti impiegati da operatori specializzati in efficienza energetica sono cresciuti del 10% nell’ultimo quinquennio, raggiungendo nel 2016 oltre 7.300 unità. È vero tuttavia che, se si guarda ai valori medi, si è passati dai circa 30 addetti per impresa nel 2012 ai circa 27 addetti del 2016.

Il quadro che emerge non è quindi, ed è importante sottolinearlo, particolarmente positivo. La distribuzione dei dati economici riflette un mercato delle ESCo estremamente frammentato, caratterizzato principalmente da operatori di piccole dimensioni e con una bassa marginalità: nell’ultimo anno il 50% delle ESCo attive sul mercato ha fatto registrare un fatturato minore di 1,9 mln € e un EBT minore di 71.000 €.
Continuano a persistere notevoli difficoltà da parte delle ESCo nell’aggredire con efficacia il mercato residenziale: degli oltre 3,2 mld € investiti nel settore solamente poco più di 110 mln € sono appannaggio delle ESCo.

La soluzione tecnologica che sembra trainare lo sviluppo delle ESCo è la cogenerazione: questa è l’unica tecnologia che appartiene al cluster «killer applications». Le ESCo sono dei player importanti nel mercato della cogenerazione, detenendo una quota di mercato pari a circa il 40%, e al tempo stesso quasi il 30% degli investimenti delle ESCo proviene dall’implementazione di soluzioni questo tipo. Appare chiara l’importanza strategica che rappresenta per le ESCo in questo momento l’installazione di questo tipo di impianti.

Nel cluster «ESCo-trap applications» sono compresi esclusivamente gli interventi di efficientamento di impianti di illuminazione. Tali interventi «cubano» oltre il 20% degli investimenti totali, ma le ESCo riescono a intercettare solamente il 17% del mercato totale. Dato il notevole peso che hanno tali interventi nel fatturato delle ESCo la loro ridotta “presa” sul mercato – e la difficoltà
ad aggredire altri comparti con la medesima soluzione – potrebbe rappresentare un problema per le ESCo nel medio-lungo termine.

Nel cluster «ESCo-only applications» sono compresi interventi di ottimizzazione della refrigerazione, aria compressa e implementazione di SGE. Le ESCo sono i principali operatori sul mercato di tali soluzioni tecnologiche (detengono addirittura oltre il 70% della quota di mercato degli SGE), ma il peso ridotto che hanno queste soluzioni sugli investimenti delle ESCo sta ad indicare che si tratta di mercati dalle dimensioni limitate.

Un trend interessante cui si è dato ampio spazio nel Rapporto, riguarda l’aumento del “peso” delle utility nell’offerta di servizi di efficienza energetica. Delle 22 top utility del nostro Paese, ben 18 hanno al proprio interno una divisione o una business unit che si occupa di servizi di efficienza energetica.
Solo 4 imprese del campione risultano non avere al proprio interno una divisione che si occupa full time di efficienza energetica, valore in calo del 50% rispetto al 2012, a testimonianza di come il tema «efficienza energetica» si stia diffondendo e stia acquisendo importanza anche all’interno dell’utility.

È evidente che il fermento che ha visto la creazione di nuove ESCo dal 2012 al 2016 ha interessato, ed in maniera significativa, anche le utility. Se questo, da un lato, rappresenta un ulteriore segnale dell’interesse verso il mercato dei servizi di efficienza energetica, dall’altro lato, pone una seria questione circa la possibilità per il mercato di “sopportare” un incremento della competizione e soprattutto una diversificazione così spinta della tipologia di operatori.

Il 12 luglio sarà presentato a Milano l’Energy Efficiency Report, realizzato dall’Energy & Strategy Group che approfondisce, con il consueto approccio analitico, la filiera dell’efficienza energetica in Italia.

A cura di: Marco Guiducci – Energy&Strategy Group, Politecnico di Milano