Con nuovi incentivi l’Italia può raddoppiare l’elettricità prodotta sfruttando il calore della terra. Ed esportare nel mondo le tecnologie industriali.

La Geotermia è una fonte di energia rinnovabile, capace, a differenza di eolico e fotovoltaico, di garantire elettricità in modo costante e programmabile. E di creare nei prossimi anni alcune migliaia di posti di lavoro.

L’ingegnere minerario, 63 anni, Terlizzese (direttore generale del ministero dello Sviluppo economico) è il tecnico che sta cercando di convincere il governo italiano a puntare con forza sull’energia geotermica, quella prodotta sfruttando il calore della terra.

«Siamo stati la prima nazione al mondo a produrre elettricità in questo modo, a Larderello, in Toscana, oltre un secolo fa, e siamo ancora oggi la prima nazione europea per capacità geotermica installata, con aziende presenti in tutta la filiera, dall’Enel alla Nuovo Pignone fino alle imprese del distretto di Piacenza specializzate nelle perforazioni. La Geotermia può essere un’ottima fonte di sviluppo energetico per l’Italia, ma anche una grande opportunità per il nostro export».

Per raddoppiare la produzione il governo aumenterà gli incentivi per chi produce energia geotermica?
«Spero proprio di sì. Se guardiamo la nuova Strategia energetica nazionale vediamo che la geotermia ha spazio, di conseguenza dovrebbero crescere le agevolazioni. Poi ovviamente bisogna vedere se la teoria si traduce in pratica, cioè se ci sarà la volontà politica di incentivare la geotermia rispetto alle altre rinnovabili».

L’occupazione è la marcia in più della geotermia

Da uno studio condotto dal Gse (Gestore servizi energetici) emerge che, per ogni megawatt installato, il fotovoltaico crea 12 occupati, l’eolico 19 e il geotermico 34. Sono posti di lavoro temporanei, perché legati all’installazione dell’impianto, ma il ciclo d’installazione di un impianto geotermico è molto più lungo di quello necessario per un impianto fotovoltaico. La differenza è di qualche anno contro qualche mese. In più, nel geotermico i posti di lavoro che diventano stabili sono proporzionalmente di più rispetto al fotovoltaico o all’eolico».

 

Quali sono le zone più promettenti per lo sviluppo della geotermia?
«Sicuramente il centro Italia: in particolare Alto Lazio, Umbria e Toscana. Ma ci sono altre regioni interessate da ricerche geotermiche, come ad esempio la Lombardia e la Sicilia».

Sorgente: «Con la geotermia creeremo 30 mila nuovi occupati» – l’Espresso