«Oltre 30 mila tonnellate trattate di reflui zootecnici prodotti dalle aziende locali, che sono state trasformate in energia elettrica rinnovabile pari a 4 milioni di kilowatt e in un’identica quantità di energia termica utilizzata per l’essiccamento del digestato, producendo in questo modo un fertilizzante naturale e inodore».

Sono i numeri del primo anno di attività di Biogas Wipptal, l’impianto di Val di Vizze nato dall’iniziativa di 62 allevatori dell’Alta Val d’Isarco; una realtà pressoché unica in Europa e che, per quanto riguarda il trattamento del digestato, è stata inserita nei progetti italiani che beneficiano degli incentivi europei del Programma Life+ per la tutela ambientale derivante dall’impianto, che consente il trattamento dei reflui zootecnici, inevitabilmente prodotti dagli allevamenti della zona, e il loro riutilizzo controllato nella viticoltura e frutticoltura dell’Alto Adige.

Alla Biogas Wipptal spiegano che «I reflui zootecnici trattati – 60% letame e 40% liquame – hanno prodotto un quantitativo di energia tale da comportare un risparmio di 900 tonnellate equivalenti di petrolio e, dopo un solo anno di attività, l’impianto sta già producendo un quantitativo di energia pari al 50% delle proprie capacità, con l’obiettivo di entrare a pieno regime nei prossimi mesi.

Grazie a Biogas Wipptal le imprese agricole della zona hanno evitato di ridurre i capi di bestiame in esubero scendendo al di sotto della soglia critica di sopravvivenza, dal momento che il tradizionale spandimento dei reflui zootecnici, anche per la ridotta disponibilità di terreni, non rientra più negli stringenti canoni dettati dalle Direttive europee.

In questo modo si è scongiurato il rischio della moria dei masi e di un patrimonio di antichissime tradizioni, ma non solo: lo stoccaggio del digestato aiuta a ridurre i costi e i fastidiosi odori derivanti dallo spargimento dei reflui zootecnici (soprattutto nella stagione turistica), che vengono neutralizzati grazie alla conversione di parte del digestato in concime.

Per la sua consistenza, il digestato può penetrare velocemente nel terreno e fornire rapidamente nutrimento alle piante: questo riduce l´ingresso di nitrati nelle acque sotterranee, rispettando in questo modo le Direttive europee; si ottiene inoltre un fertilizzante di alta qualità che può essere utilizzato dai coltivatori di frutta e vino in sostituzione dei fertilizzanti chimici».

Secondo  Giuseppe Francesco Marinello, presidente della Commissione ambiente del Senato, «Il modello Biogas Wipptal per la gestione dei reflui zootecnici rappresenta un virtuoso esempio di economia circolare; si tratta di una soluzione che può essere esportata in diversi territori a vocazione agricola che hanno la necessità di proteggere la natura, il turismo e l’economia locale. L’impianto è una realtà in linea con le future politiche ambientali europee e dimostra come innovazione e tecnologia, già oggi, giochino un ruolo fondamentale per salvaguardare la preziosa biodiversità del territorio italiano».

Il Vice presidente del Consorzio italiano biogas, Angelo Baronchelli, conclude: «Biogas Wipptal rappresenta un unicum nel panorama italiano, poiché si tratta di un impianto di grandi dimensioni che trasforma in energia elettrica, calore e digestato i reflui zootecnici di decine di piccoli allevatori in zone ad alta sensibilità ambientale e turistica. Per questo crediamo che le soluzioni e le pratiche adottate possano essere di interesse anche per altri territori che faticano a bilanciare la sostenibilità ambientale ed economica dell’agricoltura e dell’allevamento».

Sorgente: Biogas, ecco come i reflui zootecnici possono trasformarsi in energia rinnovabile e fertilizzanti – Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile