Uno dei grandi ostacoli da superare per vincere la sfida delle energie rinnovabili è trovare un modo di spenderle in modo intelligente. Ciò significa essere in grado di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso nei momenti di picco (quando c’è molto vento o fa bello, per fare esempi banali) per poterla riutilizzare quando necessario, evitando gli sprechi e massimizzando l’efficienza. Ci sta lavorando anche “X”, la divisione di Alphabet che si occupa dei progetti più ambiziosi, visionari e ad altissimo rischio noti come “Moonshot project”.

Il nome in codice dell’impresa è Malta, e si baserà sull’interazione tra due sostanze piuttosto inusuali: sale e antigelo. Tra i vantaggi dell’impianto si annoverano la possibilità di essere posizionato ovunque, una durata maggiore rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio, e prezzi competitivi rispetto ad altre soluzioni – attuali e sperimentali.

Due cisterne vengono riempite con del comune sale, mentre altre due con liquido antigelo o altri idrocarburi liquidi analoghi. L’energia generata dalle fonti rinnovabili viene convertita in aria calda e fredda: la prima scalda il sale, la seconda raffredda l’antigelo. In seguito, il processo viene invertito: l’aria calda e quella fredda si scontrano e generano un vento in grado di muovere una turbina, che genera energia elettrica “fresca” da immettere nella rete.

Come altri progetti “Moonshot” è irrealistico prevedere che si trasformino in realtà nell’immediato. L’auto a guida autonoma, nata presso lo stesso laboratorio quando si chiamava ancora Google X, è in fase sperimentale ancora adesso. Non possiamo che sperare che questo colpo sulla Luna ci finisca per davvero. Maggiori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale del progetto.

Sorgente: Alphabet studia un nuovo modo di immagazzinare energia rinnovabile – HDblog.it